il Senso del Bello

Il concetto di bello è unito, in molte civiltà, a quello di buono . Del resto il nostro termine stesso, “bello”, deriva dal latino “bellus”, che è un diminutivo dalla radice “duenulus bonulus”, è cioè qualcosa di “buono in piccolo”, di “mediamente buono”. Del resto, sappiamo anche che in Grecia il termine “kalós” è “bello”, ma si trova spesso connesso con il termine “buono”.
Nel greco moderno, inoltre, “kalós” non vuol più dire “bello”, ma “buono”. Si potrebbe continuare: per esempio, il giapponese “yashi” implica “bello” e “buono”. Ma in ogni cultura, più o meno, si attribuisce al bello un valore, quindi qualche cosa che merita di essere perseguito.
il Settecento, col filosofo tedesco Baumgarten, che per primo utilizza il termine “estetica” in una sua opera comparsa in due volumi nel 1750 e 1758, il terreno dell’estetica comincia a impadronirsi della dimensione del senso. I sensi – la vista, l’udito, qualche volta il tatto o anche il gusto – non rinviano più oltre se stessi.